
13/10/2004 |
Comunicato stampa
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L’Europa pericolosa
Ufficio stampa di Cl
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L’Europa pericolosa
In medicina si parla di “eventi sentinella” per indicare fatti che
segnalano il pericolo incombente di un’epidemia o di altri disordini patologici.
La bocciatura da parte di un comitato del parlamento europeo di Rocco Buttiglione,
quale candidato italiano a ricoprire la carica di commissario sembra uno di questi
eventi. Il prof. Buttiglione presentandosi per assumere la carica di commissario
alla giustizia e alla immigrazione, ha detto di essere cattolico e coerentemente
di essere contrario al matrimonio dei gay e a una idea di femminilità che
non contempli il ruolo naturale di madre di famiglia. Ha detto anche che questi
sono i suoi pensieri e che li sosterrà, conscio e rispettoso della possibilità che
il parlamento europeo non li accolga. Nonostante tale ultima dichiarazione gli è stato
votato contro.
Altri eventi significativamente allarmanti sono: a Tolone, la proibizione rivolta
a un prete di portare la tonaca in quanto “ostentazione” di segni
religiosi; in Svezia, la condanna di un pastore protestante, che essendosi dichiarato
contro i matrimoni gay, si sarebbe reso colpevole di discriminazione; nel Baden
Wuerttemberg, l’equiparazione del velo delle suore a quello mussulmano
e quindi il divieto del tribunale regionale di portarli entrambi durante l’insegnamento
scolastico; per non parlare infine di quella forma di antisemitismo strisciante
per cui gli ebrei sono buoni solo quando non sono israeliani o religiosi.
L’Europa che rifiuta le radici giudaico cristiane è senza radici
ed è pericolosa. Come si sa, chi non conosce la storia è condannato
a ripeterla, anche nei suoi aspetti peggiori e liberticidi. Non basta che prendano
posizione la parte politica cui il prof. Buttiglione appartiene e le comunità religiose
colpite dalle azioni sopra menzionate. Anche chi non fosse d’accordo con
loro deve esprimersi. Siamo arrivati al punto in cui, con il pretesto di difendere
la possibilità di tutti a professare la propria relativa verità,
si sta introducendo un totalitarismo culturale che nega libertà di coscienza,
pensiero e opinione. Che brutta fine ha fatto il motto della Rivoluzione Francese, “non
sono d’accordo con le tue idee, ma mi batterò perché tu possa
esprimerle”! I cattolici, in particolare, qualunque sia la loro opzione
politica, non possono accettare di essere ridotti a un silenzio, che ormai rischia
di non essere solo pubblico, ma anche privato.
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