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Anticipazione Tracce, febbraio 2006
Terrasanta Pellegrinaggio


Un popolo
sulle tracce di Cristo
Oltre mille pellegrini di Cl, per Natale, nella Terra di Gesù. L’incontro con le comunità cristiane che rendono vivi i luoghi dell’Avvenimento che ha redento la storia

di don Francesco Ventorino


Un migliaio di pellegrini di Comunione e Liberazione hanno avuto come meta negli scorsi giorni natalizi la Terrasanta: un piccolo popolo festoso, attento e grato. Della gente che era rinata alla fede in forza dell’incontro cristiano avvenuto in una realtà ecclesiale resa viva dal carisma di don Giussani e che in questa terra era venuta a cercare le tracce dell’inizio di quel movimento che aveva raggiungo in modo affascinante la loro umanità: le tracce della presenza di Cristo. La curiosità per ogni particolare di quei luoghi era dettata, infatti, dalla gratitudine per una vita che era stata salvata dal niente: senza l’incontro cristiano, infatti, la loro vita sarebbe stata inaccettabile per la ragione e per il cuore. È importante sottolineare la genesi dell’interesse per la Terrasanta nel movimento di Comunione e Liberazione. Sulle orme di don Giussani, che qui era stato pellegrino nel 1986, questo popolo guarda tutto con gli occhi sgranati da un avvenimento che ha fatto irruzione nella vita di ciascuno e che l’ha resa degna di essere vissuta. Il passato è compreso dentro l’orizzonte ermeneutico generato da un avvenimento presente. È per questo che i mille pellegrini di Cl erano desiderosi di conoscere come questo avvenimento continuasse ancora nelle sparute e variegate comunità cristiane viventi in questa terra benedetta, la quale, solo per la loro presenza non è divenuta mai un museo da visitare, ma è rimasta anche visivamente il teatro di un dramma iniziato sul Golgota e che attende il compimento finale. La loro visita si tramuta così in espressione e offerta di solidarietà alla Chiesa qui presente. Questa, infine, è la ragione per cui i nostri pellegrini non avvertono uno iato tra quei giorni carichi di memoria e di stupore e la loro vita quotidiana, che in quella terra li aveva spinti e che da quella terra sarebbe ricominciata con una consapevolezza più profonda. La vita di un popolo si contraddistingue, infatti - come diceva don Giussani -, per la coscienza di un proprio contributo da portare all’immagine della storia.

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