RASSEGNINA
A cura del Clu (Comunione e Liberazione Universitari)
In breve, dalla stampa dal 6 al 20 dicembre 2004
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Salvatore
Scarpino
La
vita in saldo
Il Giornale, 13 dic.
«Ma quanto vale la vita umana oggi? La domanda s’impone
perché ovunque si guardi, sulla mappa della cronaca,
si scorgono tracce di vite spezzate […]; Ci sono pure
i ragazzini, ai quali manca il senso del vivere e del mondo
ma non la pistola, che ammazzano come un cane il coetaneo
che difende il suo motorino. Quante orribili storie, quale
degradante assuefazione».
Marcello
Veneziani
Per
non turbare i musulmani abbiamo cambiato il Natale
Libero, 14 dic.
«A Treviso in una scuola elementare si abolisce il presepe
e si sostituisce con la recita di Cappuccetto Rosso; nel
Vicentino varie scuole, per non urtare la sensibilità dei
musulmani, hanno vietato il presepe; a Viareggio, al posto
della canzone violenta ed eversiva “Tu scendi dalle
stelle”, viene cantata la canzone “Stella” di
Antonello Venditti».
Mimmo
Muolo
Il
Papa agli universitari: “Cercate Cristo”
Avvenire, 15 dic.
«Il Figlio di Dio, che per la nostra salvezza si è fatto
uomo, vi porti il coraggio di cercare la verità di
voi stessi nella luce del suo amore infinito».
Commento
Mentre si discute di Finanziaria, Riforma Giudiziaria e Ratifica
della Costituzione Europea, sulle prime pagine dei quotidiani
dominano notizie di cronaca nera. Basti pensare ai tragici
fatti di Lecco - dall’uccisione del benzinaio Maver alla
strage nell’ospedale - e alla vita insicura e mai in
pace dei desaparecidos di Napoli.
La violenza che emerge da questi fatti ci sembra essere l’inevitabile
conseguenza della perdita di un senso e di un valore che la
realtà porta, come afferma Scarpino: «Sembra che
oggi una vita, la vita valga soltanto poco più di nulla,
un soffio, la leggera pressione di un dito sul grilletto d’una
pistola».
C’è bisogno di qualcosa che colmi questa mancanza
a cui l’uomo, come i fatti dimostrano, non può rimediare
da solo. Per tale motivo, in un tempo in cui tutti danno al
Natale il significato che vogliono, noi il Natale lo attendiamo
e abbiamo bisogno di guardarlo per quello che è: Gesù che
nasce.
Dio non ha risposto alle contraddizioni della vita con una
giusta idea o con buoni sentimenti, ma con una presenza che è compagna
a questa nostra fragilità.
In tal modo noi, comunque mai a posto ma certi, guardiamo al
Papa che, pur piegato dalla malattia, instancabilmente ci testimonia
che la vita vale. «Voi sapete bene che è possibile
scoprire fino in fondo la verità dell’uomo, la
verità di noi stessi, soltanto grazie allo sguardo pieno
d’amore di Cristo».
Buon Natale. |
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