RASSEGNINA
In breve dalla stampa dal 2 gennaio al 17 gennaio
2005
|
|
Tommaso
Padoa-Schioppa
Sfide
globali e l’ONU non c’è
Corriere della Sera, 11 gen. 2005
«In altri tempi, uomini di spirito profetico non avrebbero
esitato a proclamare provvidenziale la tragedia scatenata
dalla natura, un segno inviato agli uomini affinché traessero
un insegnamento. Blasfemo sarebbe apparso chi avesse negato
ogni nesso tra il naturale, il soprannaturale e la responsabilità umana.
Oggi neppure i religiosi sembrano osare tanto. Ma nell’odierno
mondo secolarizzato e scientifico, nulla vieta all’uomo
- anzi lo impone ancora di più che in quello impregnato
di religiosità e di mistero- di trarre insegnamento
da ciò che accade e dalle sofferenze patite.»
Giuseppe Cantarano
La
politica sbaglia a non fidarsi della scienza
Il Giornale, 8 gen. 2005
«No, la scienza non può salvarci, può farlo
solo Dio. Nel frattempo però è alla scienza
che dobbiamo affidarci. […]Decine di migliaia di vite
umane si sarebbero salvate. La scienza –la tecnica-
lo consentiva. Altro che inesplicabilità del Fato.
Altro che umana impotenza davanti alla devastante forza della
natura. Certo gli uomini sono fragili e deboli. Ma è per
questo che dispongono della tecnica. L’unico strumento
che può soccorrerli e proteggerli. Ma non può farlo
se la politica –il governo delle cose umane- non riesce
ad adeguarsi ad essa».
Giorgio Vittadini
Tsunami,
i valori dell’occidente
e la ricostruzione
Il Giornale, 11 gen. 2005
«
Quale vero confronto, quale aiuto alla ricerca di un significato
per ciò che è accaduto è stato dato
a chi soffre piangendo o nel silenzio? La risposta non si
può ritrovare in un discorso, ma nella testimonianza
viva di uomini cambiati dall’incontro con il cristianesimo.
Così, miriadi di uomini di tutte le religioni, razze
e credenze hanno ritrovato vigore e speranza guardando Madre
Teresa, che trattava l’ultimo dei poveri come se fosse
un re perché non vi fosse un dolore innocente vissuto
senza coglierne il significato salvifico».
Francesco Agnoli
Il
nichilista che vive in ognuno di noi non riesce a vedere
la realtà
Il Foglio, 13 gen. 2005
«Desideriamo e domandiamo il Bene, il Vero, il Giusto:
non l’annullamento, ma il compimento, la realizzazione
completa della nostra partecipazione all’Essere. Concretamente,
nel rapporto con la moglie, o con il marito, una difficoltà può generare
sconforto, nichilismo, il “desiderio”, se si
può dire così, di far naufragare tutto, perché le
cose non funzionano. Ma il desiderio originario, quello vero
era un altro: che le cose funzionassero, che l’amore
fosse sempre più forte, più vero, più grande».
Commento
Dopo lo sgomento che lo tsunami ha generato nel cuore di tutti,
oggi emerge sempre di più la posizione di chi non accetta
di essere impotente e cerca, se non una spiegazione, di identificare
delle responsabilità e dei rimedi. Nello stesso tempo
si cerca anche, più o meno esplicitamente, di eliminare
l’aspetto misterioso e di irrisolutezza della vita: Schioppa
spera nel perfezionamento dell’organizzazione politica
degli stati, spera nell’Onu; Cantarano spera nella scienza
e nella tecnica. Che ci avvisino prima.
Si spera cioè che il potenziamento della politica e
della scienza possa almeno contenere gli effetti catastrofici
dei disastri naturali. Tuttavia Onu e scienza non possono dir
nulla a chi madri, padri, figli e amici li ha già persi.
In uno scenario di desolazione quasi inevitabile si impone
l’immagine di persone come Madre Teresa (e ce ne sono
molte) che, condividendo il dolore e la misteriosità della
vita degli uomini, li accoglie e li vuole come fossero dei
re, cioè li ama.
Questo abbraccio non spiega tutto, ma introduce la possibilità di
un ordine e di un senso, in mezzo alla confusione che spesso
sembra dominare tutto: introduce cioè la speranza che è la
conferma che noi siamo fatti per il bene e non per il nulla. |
|
|
|