RASSEGNINA
a cura del CLU
(Comunione e Liberazione Universitari)
In breve, dalla stampa dal 3 al 18 aprile 2005
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Paolo Biondani
Minorenne vuole abortire, la scelta
ai medici
Corriere della Sera, 12 apr.
«La ragazzina avrebbe informato la madre della gravidanza
solo quando era diventato impossibile nasconderla. E soltanto
negli ultimi giorni avrebbe saputo delle malformazioni: una
scoperta che ha avuto “devastanti conseguenze psicologiche”
sulla minorenne, aggravate dal no della madre anti-abortista».
La Francia divisa tra la vita e il
“diritto a non nascere”
Il Foglio, 5 apr.
«Roma. In Francia è successo prima: la richiesta
di risarcimento per il mancato aborto, la riparazione per un
bambino malato e sbagliato, nato da distrazione. Là il
risarcimento venne accordato, qui c’è una causa
pendente dal 1994, davanti al tribunale di Udine: due genitori
chiedono soldi per non essere stati adeguatamente informati
sull’imperfezione del feto ( il figlio è nato con
una gamba più corta), perché se l’avessero
saputo in tempo avrebbero abortito. Il ragazzo ora ha sedici
anni, zoppica, non si sa che cosa pensi della sua wrongful life
e di sua madre.
Wrongful life, vite sbagliate: una wrongful life ha diritto
al risarcimento da parte di chi ha consentito “la nascita
di un essere destinato all'infelicità”, è
la definizione giuridica».
Pierre Manent
La folla intorno a Papa Wojtyla
è la risposta al rifiuto delle radici cristiane nel trattato
europeo
Il Foglio, 6 apr.
«Persino in Francia, Paese ossessionato dalla laicità,
abbiamo visto le reti televisive entrare con molta naturalezza
in lutto per la morte del Papa, le bandiere a mezz’asta
sugli edifici pubblici, i prefetti della Repubblica partecipare
ai riti di suffragio e le alte cariche dello Stato riunite a
Notre Dame per una messa solenne. Siamo di fronte a un sentimento
nuovo, difficile da gestire, perché non si può
più formulare in termini astratti di laicità.
Eppure la Francia ha posto il veto sul velo islamico e ha rinunciato
a battersi per le radici cristiane nel preambolo del trattato
costituzionale europeo».
Andrea Tornielli
Ruini: Il Papa ha evitato lo scontro
di civiltà
Il Giornale, 11 apr.
«Egli è stato e continua a essere per tutti fratello
e padre, perché uomo di Dio. Questa vicinanza a Dio “non
lo ha affatto allontanato da noi, uomini terreni e peccatori,
non lo ha avvolto in una remota atmosfera sacrale. Al contrario,
Giovanni Paolo II è stato un uomo vero, uno che ha gustato
e apprezzato fino in fondo il sapore della vita: dalla bellezza
dell’arte, della poesia e della natura fino al vigore
dello sport, dalla fedeltà dell’amicizia fino all’altezza
della riflessione filosofica e teologica e fino al coraggio
delle decisioni più impegnative. Perciò attraverso
di lui, abbiamo sentito il Signore veramente vicino”».
Commento
Oriana Fallaci l’ha chiamata “cultura della morte”,
riferendosi alla sempre maggiore diffusione di quella strana
concezione per cui l’aborto è una terapia, non
nascere è un diritto (chissà di chi, poi) e l’eutanasia
una delicatezza: lo dimostrano i recenti fatti della ragazza
diciassettenne ricoverata alla Mangiagalli di Milano e la conclusione
dell’annosa vicenda di Terry Schiavo.
Questo è il mondo che ci fa credere di essere liberi
quando siamo del tutto autonomi, svincolati, unici arbitri della
nostra esistenza: così l’uomo è lasciato
da solo a dover gestire, misurare, far funzionare la propria
vita. Ma di fronte al limite, al dolore e persino all’errore
questa solitudine ci fa paura.
E allora perché i laicissimi francesi hanno riempito
Notre Dame e le altre chiese della Francia, culla della cultura
moderna, in seguito alla morte di Giovanni Paolo II? Perché
migliaia di uomini, cattolici e non, religiosi e atei, hanno
riempito Roma per giorni interi?
Forse perché l’uomo, pur senza saperlo, ha bisogno
di dipendere: è un figlio che desidera essere abbracciato
da suo padre.
È questa compagnia possibile ciò su cui poggiamo
la nostra vita . |
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