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| RASSEGNINA G In breve, dalla stampa dal 5 al 12 maggio 2003 |
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Da
tutti i giornali è chiaramente
documentato che il processo Sme riguarda un fatto avvenuto
nel 1986, 17 anni fa. Secondo l’accusa, Berlusconi avrebbe corrotto
il presidente del collegio giudicante, che non ha convalidato la vendita
della Sme - gruppo alimentare
di Stato - a Carlo De Benedetti, per circa 500 miliardi. Berlusconi dice
di non aver corrotto nessuno e di essere intervenuto per il bene del
Paese a far sì che il gruppo Sme venisse venduto non
all’ingegnere,
ma ad altri, per circa 2000 miliardi complessivi. Il dibattito su questo
fatto, avvenuto 17 anni fa, sta bloccando l’Italia. |
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| Commento | Ha ragione Pera: tanto sul processo Sme, quanto
sull’andamento
complessivo di Mani Pulite non si può essere neutrali perché ci
abbiamo rimesso e continuiamo a rimetterci tutti. Trascinare processi con
accuse infamanti - giuste o sbagliate che siano - per anni, come sta avvenendo,
non è più attività dei tribunali soltanto, ma strategia
politica, che si riversa in uno scontro sociale divenuto incandescente. La lunghezza e la reiterazione dei processi è, nel migliore dei casi, giustificata dalla necessità di applicare la legge in modo uguale per tutti. Ma, come dicevano i latini, l’insistenza cieca sulla legge produce il massimo dei danni e - aggiungiamo noi - appare veramente strumentale. Quindi: non giustizia secondo la legge, ma legge secondo giustizia, dove la giustizia è il bene per il popolo, che mai come oggi ha bisogno di essere difeso. Si approvino rapidamente provvedimenti che, almeno, sospendano questa estenuante attività processuale. |