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| RASSEGNINA
G In breve, dalla stampa dal 2 al 9 giugno 2003 | |
La
nuova Cl invita D’Alema e saluta Tremonti |
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| Commento | Zincone
dice di essere stanco del battibecco: però “ci
campa” e vi contribuisce. Anche noi siamo stanchi dei suoi toni,
però cerchiamo di prenderlo sul serio: se tutti hanno ragione e
torto insieme, per chi battersi, elezioni comprese? Mauro si accoda: la giustizia non è uguale per tutti, ovvero non è giustizia per nessuno. Infine: noi siamo cristiani, ma cosa ce ne facciamo, se - come vorrebbe Gentiloni - non possiamo viverlo pubblicamente? Vale tutto e il contrario di tutto: così, tutto si annulla. Il richiamo di Vittadini a un dialogo serio tra le parti sociali e lo Stato, non è questione di opinione, ma di libertà: di capacità di bene. In un Paese in cui la libertà è apparentemente impossibile e - se c’è - non serve a nulla, sembrerebbe che chi cerca il bene di tutti, dà fastidio a tutti, perché nessuno accetta di mettersi d’accordo, cioè di riconoscere una positività anche in chi è avversario. Ha ragione Ferrara a scrivere che libertà di religione e libertà di opinione non vanno confuse. Libertà di opinione è il sacrosanto diritto di dire ciò che si pensa. Libertà di religione è il sacrosanto diritto di vivere appartenendo a Dio, verità più grande anche delle proprie opinioni. Seguire la verità, perché - se niente è vero - nessuno può scegliere un bene per sé e per gli altri: nella società; nel lavoro; negli affetti. Altrimenti, si rischia - come accade a quelli de Il Riformista - di vedere tre anime dove ce ne è una sola. |