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| RASSEGNINA In breve, dalla stampa dal 23 al 30 giugno 2003 | |
Gigio
Rancilio |
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| Commento | Felicità: tutti la vogliono. Prima delle ferie si fa qualche bilancio: timore, sconforto e sfiducia sembrano atteggiamenti così normali, così realistici! Eppure, un’alternativa a sentirsi vittime c’è: sentirsi soldati. Desiderare il paradiso prova che non siamo fatti per l’inferno; sentirsi in partenza a 60 anni prova che siamo fatti per la giovinezza, per un’eterna giovinezza. Identificare nella felicità lo scopo della politica, prova che la soddisfazione dell’uomo sta nel conseguimento di un bene supremo. E’ disumano accontentarsi dell’effimero. Il desiderio della felicità sorge non da un bene che non c’è (come dice Galimberti) ma da un bene che c’è, che non è nostro, che si vuole per sé ed eterno. Militia est vita hominis, la vita dell’uomo è una guerra, lotta per la conquista di un bene dato - la vita, la terra, gli affetti -, che sempre è a rischio di essere perso o distrutto. Nel nostro piccolo come stare in prima linea? Il titolo del Meeting 2003 “C’è un uomo che vuole la vita e desidera giorni felici?” suggerisce la risposta: dire “Io” continuamente. Io voglio essere felice, voglio che mi aiutiate a voler essere felice. Dire “Io” così è il modo per far cultura, per affermare ciò che vale: il positivo accaduto nella nostra vita, così resistente che anche quando ci sembra di non vederlo, continua a tormentarci con il desiderio. Fare questa cultura è la nostra guerra, personale e comune, di attacco e di difesa insieme: i soldati vanno in vacanza per modo di dire. La vacanza, la felicità è un imprevisto che viene loro incontro. |