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RASSEGNINA G
In breve dalla stampa dal 19 al 26 aprile

Ernesto Galli della Loggia
La deriva dell’Europa zapatera

Corriere della Sera, 21 apr.
«Cosa mai potrebbe rappresentare un’Europa lontana dagli Stati Uniti… se non il più docile pacifismo, il più arrendevole spirito di conciliazione, la più imbelle delle irrilevanze?».

Sergio Soave
Perché l’Europa è diventata nemica del realismo aristotelico-tomista

Il Foglio, 21 apr.
A proposito dell’“utopismo moralistico” che oggi pare imporsi: «La pretesa di sostituire la realtà con i principi, il dover essere all’essere effettivo, produce una aberrazione ottica che, sul piano delle scelte politiche concrete, genera mostri».

Giorgio Vittadini
Non lasciamo l’Irak agli integralisti

Il Giornale, 20 apr.
«L’unica possibile strada contro l’ideologia è l’educazione a una vera religiosità del desiderio di vero, di buono, di giusto che è nel cuore di ciascuno».

Il generale Ruini
Il Foglio, 24 apr.
«La Chiesa cattolica ha da tempo capito che la sua via è la via dell’impegno, e che la predicazione di pace del Papa era la premessa per sviluppi realisti, non per l’incantamento utopistico e pacifista. E non ha affatto torto, in questa percezione del problema».

Commento
Come promesso, anzi con largo anticipo, Zapatero ha ordinato la ritirata dall’Iraq, ed ora altri stanno pensando di imitarlo. Di fronte alle difficoltà della ricostruzione e alle pesanti minacce attuate dal terrorismo, la prima tentazione è quella di tirare i remi in barca. Si teorizza che l’impegno militare sia sbagliato a priori e si dubita dell’efficacia di qualunque tipo di intervento (ONU compreso, nonostante la stessa Spagna faccia parte in questo momento del consiglio di sicurezza).
E allora: somos todos Zapateros? Davvero, come diceva Tarkovskij, l’uomo occidentale sembra cercare soltanto un nascondiglio: da questo punto di vista forse ci sono profonde analogie tra gli avvenimenti internazionali e la dimensione personale della vita. Ci sembra che la scelta politica di Zapatero abbia come radice un atteggiamento che può essere anche il nostro: la fuga dalla realtà per un calcolo di convenienza. L’unica arma per combattere questa fuga, come ha ricordato Vittadini, è l’educazione come introduzione alla realtà nel suo significato totale. La Chiesa, contraria ieri alla guerra e oggi al ritiro, non usa due pesi e due misure, ma un solo criterio: l’adesione e l’amore alla realtà. Per questo è la più chiara testimonianza che è possibile muoversi per costruire e generare una speranza anche nelle situazioni apparentemente impossibili.