![]() |
||||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|
|||||||||||||||||||||||||||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||
| << Home | |
| RASSEGNINA
G In breve dalla stampa dal 16 al 23 febbraio 2004 |
|
|
La depressione non esiste |
|
| Commento | L’episodio di Pantani e della signorina di Nizza mettono in evidenza due estremi assurdi di come oggi si può prendere la vita: lo spegnimento totale del desiderio nella depressione, o la sua esasperata dilatazione nell’allucinazione di sposare un uomo morto, con tanto di vice sindaco e parenti che approvano. D’altra parte, se è vero quel che dice Galimberti - l’effettiva insensatezza del vivere - hanno ragione i depressi e gli allucinati; torto noi. Con un incitamento, non si capisce quanto inconsapevole, al suicidio o alla fuga nel sogno. Noi non siamo d’accordo e, forse, neanche Galimberti, visto quanto scrive. Come dice Il Foglio, i due casi citati non possono essere solo un problema clinico (anche se il medico potrebbe servire). Proprio perché è vero che nella persona la libertà può subire disordini catastrofici, è necessaria la presenza di un altro a sostenere chi cade, o a riaffermare una speranza positiva del vivere dentro la caduta. Questa presenza è quella di cui si sente maggiormente bisogno oggi, quella di cui abbiamo bisogno noi quando “battiamo in testa”. Certamente poi bisogna riconoscere chi è… |