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| RASSEGNINA In breve, dalla stampa dal 10 al 17 maggio 2004 |
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Le immagini terrificanti della decapitazione di Nick
Berg sono senza pari. Quei pessimi marines che hanno reso famigerata
la prigione di Abu-Ghraib, hanno perso i connotati dei liberatori per
assumere quelli dei vendicatori. Da ultimo nella cronaca - nella notte
tra domenica e lunedì, a Nassiriya, per difendere la base italiana “Libeccio” -
la morte del nostro caporale Matteo Vanzan. Tutte le vittime della
violenza ci impietosiscono e ci commuovono profondamente; tuttavia,
non devono confonderci, pena l’esser cadute invano. |
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| Commento | Joseph Ratzinger Ratzinger, l’Occidente che fu e quello che sarà Il Foglio, 14 mag. «L’Occidente tenta sì in maniera lodevole di aprirsi pieno di compassione a valori esterni, ma non ama più se stesso; della sua propria storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. La multiculturalità sicuramente non può sussistere senza rispetto di ciò che è sacro. Certo, noi possiamo e dobbiamo imparare da ciò che è sacro per gli altri, ma proprio davanti agli altri e per gli altri è nostro dovere nutrire in noi stessi il rispetto davanti a ciò che è sacro e mostrare il volto di Dio che ci è apparso - del Dio che ha compassione dei poveri e dei deboli, delle vedove e degli orfani, dello straniero; del Dio che è talmente umano che egli stesso è diventato un uomo, un uomo sofferente, che soffrendo insieme a noi dà al dolore dignità e speranza». Marcello Pera Per un jihad giudeo - cristiano Il Foglio, 14 mag. «Mentre noi consentiamo che accanto alle chiese delle nostre parrocchie fioriscano moschee, nella stragrande maggioranza dei paesi musulmani non è concesso costruire una chiesa. Peggio, mentre i musulmani non consentono la reciprocità dei nostri principi e valori, noi ci concediamo la decostruzione relativistica di quegli stessi principi e valori e teorizziamo il dialogo. Un esempio di questa debolezza è nel modo in cui è si è negativamente risolta la questione del richiamo alle radici cristiane nel preambolo della Costituzione dell’Europa unita. È vero che la maggior parte delle nostre conquiste derivano, positivamente o criticamente, dal messaggio di Dio che si è fatto uomo (…). E allora, perché è andata così? Nell’era del relativismo trionfante il vero non esiste più. La missione del vero è considerata fondamentalismo, e la stessa affermazione del vero fa paura o solleva timori. Non sto chiedendo il rifiuto del dialogo. Sto chiedendo un’altra cosa, che è più fondamentale: sto chiedendo la consapevolezza che il dialogo non serve a niente se, in anticipo, uno dei dialoganti, dichiara che una tesi vale l’altra». |