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| RASSEGNINA In breve, dalla stampa dal 9 al 16 giugno 2003 | |
Giorgio
Paolucci |
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| Commento | Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, dice il proverbio. La mentalità prevalente di oggi è sorda e, di conseguenza, muta, cioè incapace - per l’ostinato rifiuto a riconoscere ciò che le preesiste - di esprimere un’identità vera. Il Papa, che raduna migliaia - e addirittura milioni - di persone ogni volta che interviene pubblicamente; i numerosissimi santuari mariani presi d’assalto nelle celebrazioni domenicali; le messe feriali nelle nostre parrocchie, regolarmente frequentate non da folle, ma frequentate, anche se il precetto è solo per la domenica. Vi sono poi fenomeni imponenti, come il Pellegrinaggio da Macerata a Loreto, che anche quest’anno - da 25 anni - ha confermato la fede non come exploit, ma come miracolo, anzi, doppio miracolo: fatto straordinario e che straordinariamente si ripete. «Non siate vagabondi, ma pellegrini», ha detto don Giancarlo Vecerrica: alle chiese sono diretti i pellegrini, siano le parrocchie - per tutti i giorni -; o i grandi santuari - per occasioni particolari. Appunto: esempi per tutti; non l’eccezione di un esempio. Il tempo - da cui la rivista Time prende il nome - è il miracolo del ripetersi dell’Essere, di cui noi partecipiamo e di cui le chiese e i santuari, così diffusi nella nostra Europa, continuano a costituire traccia sensibile. Infatti, sono ancora aperte e abitate dalla fede, per valutare la quale non c’è bisogno di un conta-persone, ma di persone che ci contano. |