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| RASSEGNINA In breve, dalla stampa dal 9 al 16 febbraio 2004 |
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Vittorio Mathieu |
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| Commento | Nel pensiero di Kant si ritrova perfettamente la mentalità di oggi: la ragione decide astrattamente che cosa vale, cosa ha diritto di esistere. Sul piano dell’etica, la conseguenza - come si evince dagli articoli riportati - è pericolosa: lo schema ideologico giustifica i mezzi. Si può fare tutto e non esiste limite alcuno, se non quello legale. Come suggerisce Mathieu, un uomo “di principi”, se vive solo di quelli, è un uomo “storto”, perché riduce la realtà a quelli e si riduce a vivere per quelli. Ne L’ultimo samurai, attualmente nelle sale cinematografiche, il protagonista a un certo punto dice: «Io so solo che l’uomo fa tutto quello che può, in attesa che il suo destino gli si riveli». Fare tutto quello che si può; non tutto quello che si vuole. Il destino; non il proprio progetto. Certo, non è facile accettare, vivere, un destino drammatico (come quello del padre del figlio Down), ma è troppo facile rifiutare - a volte ammazzare - ciò che rende faticosa la vita. Alla faticosità del vivere non c’è alternativa. Ci può essere solo la speranza di un bene e di una positività che la nostra ragione desidera, ma non afferra; che scopre come notizia vera e presente, benché lontanissima, cioè imprevista: bisogna avere il coraggio di accettare questa notizia. |