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Su www.paginasdigital.es
Madrid, 3 aprile 2008


“Come dice Giussani, anche se fossimo solamente in dodici, l’originalità consiste nel tornare ai principi”

María del Carmen Bobes Naves, professore emerito di Teoria della Letteratura e Letteratura Comparata dell’Università di Oviedo, commenta le dichiarazioni di Carrón su “Alfa y Omega”.
Carrón, di fronte alla difficile situazione che la comunità cristiana sta vivendo in Italia e in Spagna, lei afferma che questa è “una circostanza per una verifica di ciò che ognuno di noi ama e anche per smascherare l’ambiguità che può esserci in ogni iniziativa umana, per sua natura limitata.
In effetti le situazioni problematiche smascherano le ambiguità a cui ci conduce la nostra cultura postmoderna. Il “tutto è lecito”, l’apatia generalizzata nel fissare i confini tra il bene e il male, oltre a proteggere gli interessi, porta alla scomparsa dei principi, al punto che l’originalità della risposta consiste semplicemente nel ritornare ai principi di un sistema morale cattolico. Attenersi ai principi risulta originale, e talvolta eroico, poiché presuppone l’andare contro corrente, sbarazzarsi della paura e affermare ciò in cui si crede. Papa Giovanni Paolo II ripeteva sempre che non bisogna avere paura.
Allo stesso modo, quando le è stato chiesto quale potrebbe essere una possibile risposta, in che modo i cattolici possono costruire una presenza, lei ha affermato che: “Nella situazione attuale, in cui – come abbiamo visto – non basta una reattività alle provocazioni degli altri, siamo spinti a riscoprire l’originalità del cristianesimo. Occorre una presenza originale, non reattiva. Come cristiani non siamo stati scelti per dare prova delle nostre capacità dialettiche o strategiche, ma unicamente per testimoniare la novità che la fede ha introdotto nel mondo (...). Una fede matura si esprime in opere nelle quali il desiderio dell’uomo si incarna e in questo modo offre un contributo alla vita sociale. Come vede questa proposta di presenza originale che si basa, soprattutto, sulla testimonianza?
Quando si hanno chiari i principi etici non è necessario reagire con violenza di fronte alle provocazioni perché – sebbene psicologicamente sia la risposta più immediata, quasi un’azione riflessa – la ragione è sempre più forte. Per un cristiano l’originalità consiste nella fermezza con cui sa argomentare di fronte agli errori e discuterne con coloro che sbagliano, senza arroganza, mostrando dove portano gli interessi che generalmente si basano su queste provocazioni, come solitamente avviene. Le provocazioni non si presentano mai come qualcosa di male, ma mostrano sempre un aspetto amabile che nasconde gli interessi latenti, e reagire in modo originale consiste nel mostrare la realtà.
Di fronte alla domanda dell’intervistatore se una presenza così sia sufficiente per affrontare l’urto di un mondo che si è allontanato progressivamente dalla Chiesa e dalla fede, Carrón riprende le parole che Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, pronunciò dopo la sconfitta dei cattolici italiani nel referendum sull’aborto del 1981: Questo è un momento in cui sarebbe bello essere solo in dodici in tutto il mondo. Vale a dire, è proprio un momento in cui si ritorna da capo, perché mai è stato così dimostrato che la mentalità non è più cristiana. Il cristianesimo come presenza stabile, consistente, e perciò capace di tradere, di tradizione, di comunicazione, di creare tradizione, adesso non c’è più: deve rinascere. Deve rinascere come sollecitazione alla problematica quotidiana, vale a dire alla vita quotidiana”.
Bisogna prendere coscienza della necessità inderogabile di tornare ai principi, anche se fossero in pochi quelli disposti a sostenerli, anche se di fatto non fossero più di dodici, come dice Giussani. Sarebbe auspicabile che la società prendesse coscienza che non tutto è lecito, che vi sono dei limiti e che il vero eroismo non consiste nel vincere una partita a tennis o nello scalare le montagne più alte – sebbene ciò non sia un male in sé – ed esaltasse molto di più la solidarietà, la difesa della vita, la dignità dell’essere umano. Occorre tornare a gerarchizzare valori e comportamenti.

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