Cari fratelli e sorelle,
in questa quarta domenica di Pasqua, in cui la
liturgia ci presenta Gesù come Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di
Preghiera per le Vocazioni. In ogni continente, le comunità ecclesiali invocano
concordi dal Signore numerose e sante vocazioni al sacerdozio, alla vita
consacrata e missionaria e al matrimonio cristiano e meditano sul tema: "Le
vocazioni al servizio della Chiesa-missione". Quest’anno la Giornata
Mondiale di Preghiera per le Vocazioni si colloca nella prospettiva dell’"Anno
Paolino", che avrà inizio il 28 giugno prossimo per celebrare il bimillenario
della nascita dell’apostolo Paolo, il missionario per eccellenza.
Nell’esperienza dell’Apostolo delle genti, che il Signore chiamò per essere
"ministro del Vangelo", vocazione e missione sono inseparabili. Egli rappresenta
pertanto un modello per ogni cristiano, in maniera particolare per i missionari ad vitam, cioè per quegli uomini e quelle donne che si dedicano
totalmente ad annunciare Cristo a quanti ancora non l’hanno conosciuto: una
vocazione, questa, che conserva tuttora la sua piena validità. Questo servizio
missionario svolgono, in primo luogo, i sacerdoti, dispensando la Parola di Dio
e i Sacramenti, e manifestando con la loro carità pastorale a tutti, soprattutto
ai malati, ai piccoli, ai poveri, la presenza risanatrice di Gesù Cristo.
Rendiamo grazie a Dio per questi nostri fratelli che si spendono senza riserve
nel ministero pastorale, suggellando talora la fedeltà a Cristo con il
sacrificio della vita, come è avvenuto anche ieri per i due religiosi uccisi in
Guinea e Kenya. A loro va la nostra grata ammirazione insieme con la preghiera
di suffragio. Preghiamo pure perché sia sempre più nutrita la schiera di quanti
decidono di vivere radicalmente il Vangelo mediante i voti di castità, povertà e
obbedienza: sono uomini e donne che hanno un ruolo primario
nell’evangelizzazione. Di essi, alcuni si dedicano alla contemplazione e alla
preghiera, altri ad una multiforme azione educativa e caritativa, tutti però
sono accomunati da un medesimo scopo: quello di testimoniare il primato di Dio
su tutto e diffondere il suo Regno in ogni ambito della società. Non pochi tra
loro – ebbe a scrivere il Servo di Dio Paolo VI – "sono intraprendenti e il loro
apostolato è spesso contrassegnato da un’originalità, da una genialità che
costringono all’ammirazione. Sono generosi: li si trova agli avamposti della
missione, ed assumono i più grandi rischi per la loro salute e la loro stessa
vita" (Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 69). Non va infine dimenticato che
anche quella al matrimonio cristiano è una vocazione missionaria: gli sposi,
infatti, sono chiamati a vivere il Vangelo nelle famiglie, negli ambienti di
lavoro, nelle comunità parrocchiali e civili. In certi casi, inoltre, offrono la
loro preziosa collaborazione nella missione ad gentes.
Cari fratelli e sorelle, invochiamo la materna protezione di Maria sulle
molteplici vocazioni esistenti nella Chiesa, perché si sviluppino con una forte
impronta missionaria. Affido a Lei, Madre della Chiesa e Regina della Pace,
anche la speciale esperienza missionaria che vivrò nei prossimi giorni con il viaggio apostolico negli Stati Uniti d’America e la visita all’ONU, mentre
chiedo a voi tutti di accompagnarmi con la vostra preghiera.
© Copyright 2008 - Libreria
Editrice Vaticana
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