Santità,
con tutto il cuore vorrei dire “Grazie” a Lei per queste Sue parole. L’applauso
dei Padri era molto più che espressione di cortesia, era veramente espressione
di una profonda gioia spirituale e di una esperienza viva della nostra
comunione. In questo momento abbiamo realmente vissuto il “Sinodo”: siamo stati
insieme in cammino nella terra della Parola divina sotto la guida di Vostra
Santità e ne abbiamo gustato la bellezza, con la grande gioia di essere
ascoltatori della Parola di Dio, di essere posti a confronto con questo dono
della sua Parola.
Quanto Lei ha detto era profondamente nutrito dello spirito dei Padri, della
Sacra Liturgia e proprio per questo anche fortemente contestualizzato nel nostro
tempo, con un grande realismo cristiano che ce ne fa vedere le sfide. Abbiamo
visto che andare al cuore della Sacra Scrittura, incontrare realmente la Parola
nelle parole, penetrare nella parola di Dio apre anche gli occhi per il nostro
mondo, per la realtà di oggi.
E questa era anche un’esperienza gioiosa – un’esperienza di unità forse non
perfetta, ma vera e profonda. Ho pensato: i vostri Padri, che Ella ha citato
ampiamente, sono anche i nostri Padri, e i nostri sono anche i vostri: se
abbiamo Padri comuni, come potremmo non essere fratelli tra noi? Grazie,
Santità. Le Sue parole ci accompagneranno nel lavoro della prossima settimana,
ci illumineranno e saremo anche nella prossima settimana - e oltre - in cammino
comune con Lei.
Grazie, Santità.
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