Cari ragazzi, giovani e adulti di Azione Cattolica!
E’ per me una grande
gioia accogliervi quest’oggi qui, in Piazza San Pietro, dove in passato non
poche volte la vostra benemerita Associazione ha incontrato il Successore di
Pietro. Grazie per questa vostra visita. Saluto con affetto tutti voi, venuti da
ogni parte d’Italia, come pure i membri del Forum Internazionale che provengono
da quaranta Paesi del mondo. In particolare saluto il Presidente nazionale,
Professor Luigi Alici, che ringrazio per le sentite espressioni che mi ha
rivolto, l’Assistente generale, Monsignor Domenico Sigalini, e i responsabili
nazionali e diocesani. Vi ringrazio anche per il particolare dono che mi avete
voluto offrire attraverso i vostri rappresentanti e che testimonia la vostra
solidarietà verso i più bisognosi. Viva riconoscenza esprimo al Cardinale Angelo
Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha celebrato per
voi la Santa Messa.
Siete venuti a Roma in spirituale compagnia dei vostri numerosi santi, beati,
venerabili e servi di Dio: uomini e donne, giovani e bambini, educatori e
sacerdoti assistenti, ricchi di virtù cristiane, cresciuti nelle file
dell’Azione Cattolica, che in questi giorni compie 140 anni di vita. La
magnifica corona dei volti che abbracciano simbolicamente Piazza San Pietro è
una testimonianza tangibile di una santità ricca di luce e di amore. Questi
testimoni, che hanno seguito Gesù con tutte le loro forze, che si sono prodigati
per la Chiesa e per il Regno di Dio, rappresentano la vostra più autentica carta
d’identità. Non è forse possibile, ancora oggi, per voi ragazzi, per voi giovani
e adulti, fare della vostra vita una testimonianza di comunione con il Signore,
che si trasformi in un autentico capolavoro di santità? Non è proprio questo lo
scopo della vostra Associazione? Ciò sarà certamente possibile se l’Azione
Cattolica continuerà a mantenersi fedele alle proprie profonde radici di fede,
nutrite da un’adesione piena alla Parola di Dio, da un amore incondizionato alla
Chiesa, da una partecipazione vigile alla vita civile e da un costante impegno
formativo. Cari amici, rispondete generosamente a questa chiamata alla santità,
secondo le forme più consone alla vostra condizione laicale! Continuate a
lasciarvi ispirare dalle tre grandi "consegne" che il mio venerato predecessore,
il Servo di Dio Giovanni Paolo II vi ha affidato a Loreto nel 2004:
contemplazione, comunione e missione.
L’Azione Cattolica nacque come una particolare associazione di fedeli laici
contrassegnata da uno speciale e diretto legame con il Papa, diventando ben
presto una forma preziosa di "collaborazione dei laici all’apostolato
gerarchico", raccomandata "vivamente" dal Concilio Vaticano II, che ne individuò
le irrinunciabili "note caratteristiche" (cfr Decreto Apostolicam
actuositatem, 20). Questa sua vocazione resta valida ancor oggi. Vi
incoraggio pertanto a proseguire con generosità nel vostro servizio alla Chiesa.
Assumendone il fine apostolico generale, in spirito di intima unione con il
Successore di Pietro e di operosa corresponsabilità con i Pastori, voi incarnate
una ministerialità in equilibrio fecondo tra Chiesa universale e Chiesa locale,
che vi chiama ad offrire un contributo incessante e insostituibile alla
comunione.
Questo ampio respiro ecclesiale, che identifica il vostro carisma
associativo, non è il segno di un’identità incerta o sorpassata; attribuisce
piuttosto una grande responsabilità alla vostra vocazione laicale: illuminati e
sorretti dall’azione dello Spirito Santo e costantemente radicati nel cammino
della Chiesa, siete provocati a ricercare con coraggio sintesi sempre nuove fra
l’annuncio della salvezza di Cristo all’uomo del nostro tempo e la promozione
del bene integrale della persona e dell’intera famiglia umana.
Nel mio intervento al IV Convegno ecclesiale nazionale, tenutosi a Verona
nell’ottobre 2006, ho riconosciuto che la Chiesa in Italia "è una realtà molto
viva, che conserva una presenza capillare in mezzo alla gente di ogni età e
condizione. Le tradizioni cristiane sono spesso ancora radicate e continuano a
produrre frutti, mentre è in atto un grande sforzo di evangelizzazione e
catechesi, rivolto in particolare alle nuove generazioni, ma ormai sempre più
anche alle famiglie" (Insegnamenti di Benedetto XVI, vol. II/2, 2006, pp.
468-469). Come non vedere in questa presenza capillare anche un segno discreto e
tangibile dell’Azione Cattolica? L’amata Nazione italiana, infatti, ha sempre
potuto contare su uomini e donne formati nella vostra Associazione, disposti a
servire disinteressatamente la causa del bene comune, per l’edificazione di un
giusto ordine della società e dello Stato. Sappiate dunque vivere sempre
all’altezza del vostro Battesimo, che vi ha immerso nella morte e risurrezione
di Gesù, per la salvezza di ogni uomo che incontrate e di un mondo assetato di
pace e verità. Siate "cittadini degni del Vangelo" e "ministri della sapienza
cristiana per un mondo più umano": questo recita il tema della vostra Assemblea
e questo è l’ impegno che oggi assumete davanti alla Chiesa italiana, qui
rappresentata da voi, dai vostri presbiteri assistenti, dai Vescovi e dal loro
Presidente.
In una Chiesa missionaria, posta dinanzi ad una emergenza educativa come
quella che si riscontra oggi in Italia, voi che la amate e la servite sappiate
essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una
Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà e tentata di
adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in
una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalità relativistica,
edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel
segno di una fede amica dell’intelligenza, sia nell’ambito di una cultura
popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in
una Chiesa che chiama all’eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre
confidando nella misericordia di Dio.
Cari amici dell’Azione Cattolica Italiana, nel cammino che avete davanti non
siete soli: vi accompagnano i vostri santi. Altre figure ancora hanno avuto
ruoli significativi nella vostra Associazione: penso ad esempio, tra gli altri,
ad un Giuseppe Toniolo e ad una Armida Barelli. Stimolati da questi esempi di
cristianesimo vissuto, voi avete intrapreso un anno straordinario, un anno che
potremmo qualificare della santità, nel quale vi impegnate a tradurre nella vita
concreta gli insegnamenti del Vangelo. Vi incoraggio in questo proposito.
Intensificate la preghiera, rimodulate la vostra condotta sugli eterni valori
del Vangelo, lasciandovi guidare dalla Vergine Maria, Madre della Chiesa. Il
Papa vi accompagna con un costante ricordo al Signore, mentre di cuore imparte
la Benedizione Apostolica a voi qui presenti e all’intera Associazione.
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