 
01/03/2005 |
Tracce
pp. 18 ss
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Duomo di Milano
Difensore della ragione, ha proposto la "compagnia" di Cristo
Giovanni Paolo II
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Difensore della ragione, ha proposto la “compagnia”di Cristo
Lettera autografa del Santo Padre (letta all’inizio del funerale da
monsignor Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici)
1. Ho appreso con profonda emozione la notizia della morte del caro Monsignor
Luigi Giussani, sopraggiunta al termine di un lungo periodo di malattia, da lui
accettata con spirito di sereno abbandono alla volontà divina e di generosa
partecipazione al mistero della croce di Cristo. La sua scomparsa è motivo
di mestizia per i familiari, per il presbiterio di codesta Arcidiocesi di Milano,
per il Movimento di Comunione e Liberazione che da lui ha avuto origine, e per
tante altre persone che lo hanno stimato ed amato come zelante ministro di Dio.
A tutti mi sento spiritualmente vicino con intenso affetto in questo momento di
doloroso distacco.
2. Ho avuto varie occasioni di incontrare Mons. Luigi Giussani e di ammirarne
l’ardente fede, che si traduceva in una testimonianza cristiana capace di
suscitare, specialmente tra i giovani, larga e convinta accoglienza del messaggio
evangelico. Ringrazio il Signore per il dono della sua vita spesa senza riserve
nell’adesione coerente alla propria vocazione sacerdotale, nell’ascolto
costante dei bisogni dell’uomo contemporaneo, e nel servizio coraggioso
alla Chiesa. L’intera sua azione apostolica si potrebbe riassumere nell’invito
franco e deciso, che egli sapeva rivolgere a quanti lo avvicinavano, ad un personale
incontro con Cristo, piena e definitiva risposta alle attese più profonde
del cuore umano.
3. Don Giussani ha proposto la “compagnia” di Cristo ai moltissimi
giovani che, oggi adulti, lo considerano come loro “padre” spirituale.
Accantonata ogni prospettiva di carriera accademica, egli si dedicò alla
formazione degli studenti, bisognosi di punti di riferimento e di modelli a cui
ispirarsi. Dette inizio negli anni sessanta alla sua attività evangelizzatrice
presentando le verità della fede con un dialogo aperto ed incessante, con
una coerente docilità al magistero della Chiesa e soprattutto con una esemplare
testimonianza di vita. Così è nato il Movimento di Comunione e Liberazione,
cresciuto nel corso degli anni grazie all’ardore apostolico di questo fervente
sacerdote ambrosiano, che ha saputo coinvolgere tanti discepoli in un appassionante
itinerario missionario.
Cristo e la Chiesa: sta qui la sintesi della sua vita e del suo apostolato. Senza
mai separare l’uno dall’altra, ha comunicato attorno a sé un
vero amore per il Signore e per i vari Papi che ha conosciuto personalmente. Un
grande attaccamento ha avuto anche alla sua Diocesi ed ai suoi Pastori.
4. Difensore della ragione dell’uomo, don Giussani è stato un profondo
conoscitore della letteratura, della musica e un convinto valorizzatore dell’arte
come strada che conduce al Mistero. Seguito dagli aderenti al Movimento da lui
fondato, diffuso ormai in tanti Paesi del mondo, ascoltato con rispetto pure da
persone di fedi diverse e di differenti responsabilità professionali, amo
ricordarlo come maestro di umanità e difensore della religiosità
inscritta nel cuore dell’essere umano.
5. Mentre elevo fervide preghiere di suffragio, che affido all’intercessione
della Vergine Santa, per questo fedele servitore del Vangelo, chiedo a Dio che
quanti lo hanno conosciuto e incontrato sulla loro strada, sperimentando le meraviglie
che il Signore ha compiuto in loro attraverso la sua testimonianza, ne seguano
fedelmente le orme e mantengano viva la sua intuizione carismatica. Penso in questo
momento con particolare affetto ai suoi figli spirituali, raccolti nella Fraternità
di Comunione e Liberazione e nell’Associazione Laicale “Memores Domini”.
Su tutti e su ciascuno vegli Maria, dolce Madre del Redentore. Con questo auspicio,
di cuore invio al Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, ai Presuli
e ai sacerdoti convenuti, come pure a quanti piangono la scomparsa del caro Monsignor
Giussani e a tutti i presenti al rito esequiale la confortatrice Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, 22 Febbraio 2005
Joannes Paulus II
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