 
01/12/2003 |
Tracce
pp. 27 ss
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Società
La "copertina" del Tg2
Luigi Giussani
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la copertina del tg2 rai
Martedì 18
novembre, giorno dei funerali delle vittime dell’attentato di Nassiriya,
don Giussani ha scritto il testo della “Copertina” che ha aperto
l’edizione delle 20.30 del Tg2 Rai. Lo riproponiamo come giudizio per una
coscienza più avvertita di quanto sta accadendo nel mondo
Che orrore!
Che vergogna!
«
Né il sol più ti rallegra
Né ti risveglia amor».
Il Pianto antico di Carducci custodisce nel cuore della nostra storia quel mistero
per cui Dante Alighieri prega la Madonna perché una ricchezza di umanità nuova
affermi la vittoria del bene attraverso il suo dolore di sposa e di madre:
« In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate».
Così in noi diventa grande l’urto del cuore per il giudizio della
signora, moglie del brigadiere Coletta, che ha parlato davanti alle telecamere
del telegiornale.
«
In te misericordia», perché l’uomo cade senza conoscere il
dove, il come e il quando.
«
In te pietate», perché l’uomo è debole, contraddittorio
e fragile fino alla morte.
«
In te magnificenza» è il comunicarsi di una forza di vittoria come
luce finale.
Bontà è il motivo di azione per l’uomo.
Quanto canto popolare potrebbe risorgere, se una educazione del cuore della gente
diventasse orizzonte di azione dell’Onu, invece che schermaglia di morte
- favorita da quelli che dovrebbero farla tacere - tra musulmani ed eredi degli
antichi popoli, ebrei o latini che siano. E questa sarebbe la vera ricchezza
della vita di un popolo!
Se ci fosse una educazione del popolo, tutti starebbero meglio.
La paura o il disprezzo della Croce di Cristo non farà mai partecipare
alla gioia di vivere all’interno di una festa popolare o di una espressione
familiare.
La testimonianza di Dante Alighieri è rifiorita nel dolore della signora
Coletta:
« In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate».
don Luigi Giussani
Ruini ai funerali
Un brano dell’omelia del presidente dei Vescovi italiani e vicario
del Papa
per Roma, il cardinale Camillo Ruini
Cari fratelli e sorelle, Gesù nel Vangelo ci ha avvertiti che il criterio
in base al quale saremo giudicati è quello dell’amore operoso, che
sa riconoscere la sua misteriosa presenza nel più piccolo e più bisognoso
dei nostri fratelli in umanità. Abbiamo perciò ascoltato con intima
commozione le parole della sposa di uno dei caduti che, dopo aver letto un altro,
molto simile brano del Vangelo, quello nel quale Gesù ci invita ad amare
anche i nostri nemici, ci ha detto con semplicità che di quella parola
di Gesù lei e suo marito avevano fatto la regola della propria vita. È questo
il grande tesoro che non dobbiamo lasciar strappare dalle nostre coscienze e
dai nostri cuori, nemmeno da parte di terroristi assassini. Non fuggiremo davanti
a loro, anzi, li fronteggeremo con tutto il coraggio, l’energia e la determinazione
di cui siamo capaci. Ma non li odieremo, anzi, non ci stancheremo di sforzarci
di far loro capire che tutto l’impegno dell’Italia, compreso il suo
coinvolgimento militare, è orientato a salvaguardare e a promuovere una
convivenza umana in cui ci siano spazio e dignità per ogni popolo, cultura
e religione. Proprio in questa circostanza chiediamo a Dio, con umile fiducia,
di rinsaldare nei nostri animi la convinzione e la certezza che il bene è più forte
del male e che anche nel nostro mondo, segnato dal peccato, è possibile,
con il suo aiuto, costruire condizioni di libertà, di giustizia e di pace.
Comunicato Stampa
Attentato in Iraq: nota di Cl
Comunione e Liberazione si unisce al Papa nella condanna dell’atto di violenza
terroristica nei confronti dei nostri soldati e nella preghiera per i familiari
che sono qui e per i militari che sono in Iraq.
L’impegno dei soldati italiani è un contributo cosciente e sofferto
per la pace. Vorremmo che in questo momento ci fosse il massimo di unità e
di responsabilità nel nostro popolo e nei suoi capi.
Milano, 12 novembre 2003
La moglie del brigadiere col Vangelo in tv
«
La nostra vita è tutta qui dentro» ha detto indicando il Vangelo
davanti alle telecamere la moglie del vicebrigadiere Coletta. Una famiglia già colpita
in passato dalla perdita di un bambino per un male incurabile. La moglie ha proseguito
leggendo un brano di Matteo: «Fu detto amerai il tuo prossimo e odierai
il nemico; ma io vi dico, amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,
perché siete figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole
sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano che merito ne avete? Non fanno così anche
i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli che cosa fate di
straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate dunque perfetti come è perfetto
il Padre vostro celeste».
(Corriere della Sera, 14 novembre)
Il cappellano della base di Nassiriya
…
Alla messa delle 8, la sera dopo, quando il dolore si fa freddo e punge dentro
l’anima, serrati nelle mimetiche e nelle tute blu, con le pistole alla
cintola e le luci spente in tutto il recinto per paura di nuove bombe, i carabinieri
pregano «per Enzo, Andrea, Giovanni, Domenico, Alfio…», per
i dodici colleghi e per tutte le vittime della strage, appuntati, marescialli,
semplici militari, soldati dell’esercito, amici, pregano perché «se
segui Cristo puoi diventare un grande uomo e un grande carabiniere», dice
padre Mariano, il cappellano della brigata, davanti a quella schiera di teste
chine, a quel groviglio di fiati sospesi. Sono venuti in tanti l’altra
notte e fino all’alba, da lui, a chiedergli come in una bestemmia collettiva «Perché,
perché Cristo non c’era quando la bomba è esplosa? Perché ha
permesso il male? Dove si era cacciato Cristo quando ci hanno massacrati?».
E padre Mariano adesso cerca le parole, con la sua voce bassa e quieta che trova
forza per dire no, «Invece Gesù c’era, era lì a raccogliere
le anime dei nostri fratelli che sono morti»…
(Goffredo Buccini sul Corriere della Sera, 14 novembre)
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